Project financing: la formula anticrisi

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Una formula altrnativa, ma ancora poco applicata: eppure sarebbe la soluzione ideale per dare il via a progetti di grande impatto pubblico. Parliamo del Project Financing, lo strumento che ha permesso al centro sportivo SNEF Lambrone di divenire realtà.

Di cosa si tratta

Il Project Financing è una forma particolare di collaborazione tra pubblico e privato: “La Pubblica Amministrazione che non ha la possibilità economica di mettere in programma le opere necessarie o che vorrebbe realizzare, con questa formula si rivolge ai capitali privati”, spiega Angelo Majocchi, presidente della Nessi & Majocchi SpA, impresa costruttrice comasca che detiene la maggioranza della Lambro One*, la società di progetto creata appositamente per la realizzazione del centro sportivo del Lambrone. “Questa modalità è particolarmente indicata per tutte quelle opere che hanno la possibilità di autofinanziarsi negli anni, garantendo al privato un ritorno economico a fronte dell’investimento iniziale”.
Purtroppo da una parte le Pubbliche Amministrazioni sono in grande difficoltà a causa della nota rigidità finanziaria che le caratterizza, dall’altra in un periodo di recessione è difficile trovare privati disposti ad investire in progetti che hanno un ritorno a lungo termine (si parla di 20-25 anni prima di iniziare a “guadagnare”), mentre banche e istituti finanziari chiedono sempre maggiori garanzie e stringono i cordoni della borsa: “Nel caso del Lambrone, l’operazione è stata finanziata grazie alla solidità della compagine che l’ha formata, tutti soggetti credibili e leader nel proprio settore, ma anche perché ritenuta bancabile in tempi forse un po’ migliori rispetto a quelli attuali”.

Un modello anticrisi

Eppure quello del Project Financing è uno strumento che permetterebbe di superare diversi ostacoli, tanto che potremmo definire quello del Lambrone un vero e proprio “progetto anticrisi”. Le condizioni per replicarlo? “Innanzitutto trovare una Pubblica Amministrazione disponibile e preparata come il Comune di Erba, che ha creduto in questo progetto e si è adoperato, quindi poter contare su partner come quelli attuali e su istituti di credito pronti a prendersi qualche rischio”.
Impossibile? “Difficile, ma non impossibile. Questo progetto in un momento di crisi è un segnale che ci sono imprenditori che ci credono e hanno voglia di investire. C’è gente che crede ancora in questo Paese. Quindi mi auguro che non si tratti di un’iniziativa isolata”.

*La Lambro One è costituita da Nessi & Majocchi SpA, Italgreen SpA, A&T Europe SpA e SNEF Srl